Media e Bassa valle del Tronto, lungo la Via del Sale
Nella rete viaria del Piceno, di ieri e di oggi, la via consolare Salaria, ha sempre avuto un’importante collocazione, rappresentando per gli abitanti della Valle del Tronto e per quelli di Ascoli Piceno un importante elemento della vita sociale ed economica. Già percorsa nei tempi preistorici, quando non era che un tratturo che seguiva il corso del Tronto, diviene strada consolare dell’impero romano e deve il suo nome ai traffici legati al commercio del sale che qui si svolgevano.
La prima tappa del percorso è situata proprio lungo questa antica via:
ASCOLI PICENO.
Collocata su uno sperone di roccia alla confluenza dei fiumi Tronto e Castellano, illuminata dal biancore del travertino, con le vette dei Sibillini che le fanno da cornice, Ascoli Piceno è città di straordinario interesse e bellezza, che conserva al suo interno vestigia romane e medievali. Chiese romanico-gotiche ed alte torri tra le quali spicca come esempio di armonia architettonica Piazza del Popolo, comunemente considerata il salotto cittadino.
Proseguendo il nostro itinerario tra botteghe ed aziende rurali, lungo le colline che costeggiano la Salaria si trova
APPIGNANO DEL TRONTO. Il borgo medievale, ricco di chiese romanico-gotiche e splendidi pezzi d’arte, si erge nel mezzo di una zona trapuntata di viti e di alberi di olivo, tra i quali affiorano, di tanto in tanto, rupi e scoscesi calanchi, solitari protagonisti di un affascinante paesaggio.
Questi contrasti paesaggistici fanno del territorio di Appignano un unicum irripetibile.
Visite consigliate:
APPIGNANO DEL TRONTO (AP)
Luogo d’incontro dell’arte e della cultura affidane è il
POLO MUSEALE PALAZZO DE CASTELLOTTI.
Nella splendida cornice del centro storico, lungo il corso centrale che diviene via Roma, si trova il palazzo ottocentesco De Castellotti, in cui dal 1997 sono state raccolte le diverse collezioni museali civiche.
Nelle cantine del palazzo si trova il Museo delle Tradizioni Popolari. Suddiviso in tre grandi settori, il museo offre la possibilità al visitatore di effettuare un viaggio alla scoperta della vita quotidiana del territorio piceno di ieri e di oggi, attraverso l’osservazione diretta di reperti dell'artigianato rurale ed urbano.
Al piano terra, vi è la
Quadreria: tra le tele esposte la splendida Pala d’altare di Simone De Magistris “Allegoria dei Tre regni” (1589).
Al piano superiore è possibile entrare nell’affascinante mondo dell’arte applicata simbolo della cittadina di Offida: il
merletto a tombolo. L’allestimento delle 6 sale che compongono il Museo, più che narrare la storia del merletto a fuselli, cercano di illustrare al visitatore l’intricato mondo fatto di fili che si annodano ed intrecciano, creando diversi punti che compongono alla fine un unico disegno.
Da qui si procede nella visita del
Museo Civico Archeologico dedicato a Guglielmo Allevi, regio ispettore e sovrintendente degli scavi archeologici avvenuti ad Offida nell’ottocento. La ricca collezione contiene circa 1000 pezzi fra piceni e romani ed è ulteriormente arricchita dalla realizzazione nel giardino del
Parco Archeologico Didattico dove sono state ricostruite una capanna ed una tomba picena.